| versione accessibile |
| Ricerca nel sito |
Noto: si apre il 1° Convegno di Bioetica

Nell’enciclica Caritas in Veritate il papa Benedetto XVI definisce la bioetica un «ambito delicatissimo e decisivo, in cui emerge con drammatica forza la questione fondamentale: se l’uomo sia prodotto da se stesso o se dipenda da Dio». In questo orizzonte di ricerca trova ragione la prima edizione del Congresso Internazionale di Bioetica che avrà luogo a Noto il prossimo 10-11 settembre 2010. Come Chiesa locale vogliamo soffermarci e riflettere su un percorso che il nostro Vescovo ha sintetizzato nel titolo stesso del Congresso “Senso umano e bioetica clinica: pensare la sofferenza nella dimensione della complessità”. Se l’umano è il luogo teologico dove i cristiani scelgono di declinare la loro fede e le loro scelte etiche, come Chiesa non possiamo non incontrarci e confrontarci su tali questioni che appaiono sempre più ordinariamente nel nostro vivere. Ritengo importante inquadrare i termini della questione bioetica, troppo spesso fraintesa da noi cattolici come appendice della morale o addirittura dell’etica medica. Uno dei pionieri della bioetica W. T. Reich definisce questa scienza come: “lo studio sistematico della condotta umana nell’area delle scienze della vita e della salute, esaminata alla luce dei valori e dei principi morali”. Uno studio sistematico nel senso che pensa il suo campo di questioni, partendo dalla centralità dell’uomo, in una dimensione globale e interdisciplinare dell’umano. I principi e i valori morali a cui Reich rinvia nella sua definizione sono solo quelli della ragione, ma a questi la bioetica cattolica aggiunge quelli provenienti dalla Rivelazione, dalla Tradizione e dall’ortodossia e dall’ortoprassi della comunità ecclesiale. La Chiesa si interessa di bioetica, perché è interessata all’uomo - chiamato a vivere la storia e a interagire con essa - essendo egli stesso “via” della Chiesa. L’etimologia della parola “bio-etica” indica i due campi scientifici che si confrontano e dialogano il bios (la biologia e le scienze sperimentali) e l’ethos (l’etica e le scienze antropologiche), l’uno necessita dell’altro, l’uno informa l’altro, offrendo in quadro completo ed unitario della persona. Pertanto, la riflessione bioetica cattolica ancor prima di guardare al semplice elemento tecnico-scientifico (bioetica applicata), guarda al significato antropologico che qualsiasi azione dell’uomo sull’uomo può comportare per la persona stessa.
Oggi sono tanti gli argomenti che richiedono una seria e sapiente riflessione: dagli albori della vita prenatale (fecondazione in vitro, riduzione embrionale, interventi eugenetici, diagnosi prenatale), alle questioni relative al suo sviluppo e ai suoi stadi (sofferenza) e alla sua fine (eutanasia, testamento biologico). La nostra Chiesa di Noto ha deciso di iniziare un’esperienza di confronto che oltre al Congresso vedrà altri momenti, coinvolgendo particolarmente gli operatori sanitari e paramedico e quanti sono interessati, in un ascolto attento e rispettoso nelle specifiche competenze di ognuno, per cogliere orizzonti e luoghi concreti dove proporre, difendere e custodire l’umano. La presenza di illustri relatori provenienti da tutta Italia ci permetterà di affacciarci alle questioni più scottanti dell’attuale panorama bioetico, per formulare un giudizio più oculato ed esatto su questioni molto spesso affrontate soltanto attraverso i mezzi e i filtri dell’informazione.
Domenica 5 Settembre 2010Stefano Modica
Copyright Diocesi di Noto 2008 - Credits
