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Uff. Cultura e Comunicazioni Sociali   versione testuale

L'Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali di Noto si colloca all'interno degli Uffici pastorali della Curia vescovile di Noto e si occupa principalmente di curare i rapporti esterni con i giornalisti attraverso la funzione dell'Ufficio stampa fornendo informazioni sulla Diocesi e gli Uffici della Curia Vescovile, ma anche di fornire supporto ai mezzi di comunicazione sociale presenti in diocesi (La Vita Diocesana, il sito internet diocesano, mensili e riviste di ispirazione cattolica, etc). Tra i compiti del direttore e del vice direttore dell'Ucs anche quello di portavoce del Vescovo. 

Ufficio Cultura e Comunicazioni Sociali 
C/O Curia Vescovile di Noto
Via Mons. Blandini, 1 - 96017 NOTO (SR)
E-Mail: comunicazionisociali@diocesinoto.it
Tel. 0931-573868 - Fax. 0931-574841


Direttore Comunicazioni Sociali: 

Sac. Alessandro Paolino - Cell. 334-1931376

 

Sito di riferimento: www.diocesinoto.it

Direttore Cultura: Sac. Stefano Modica
E-Mail: cultura@diocesinoto.it
 

Dal Direttorio sulle Comunicazioni Sociali della CEI

190. L'UFFICIO DIOCESANO PER LE COMUNICAZIONI SOCIALI
È opportuno che l'ufficio diocesano per le comunicazioni sociali sia formalmente ed effettivamente costituito in ogni diocesi al pari degli altri uffici diocesani, con un direttore ed eventuali collaboratori, un proprio statuto e un regolamento che ne definisca compiti, responsabilità e modalità di funzionamento. L'ufficio si configura soprattutto come luogo di coordinamento, comunicazione e dialogo. La sua azione coinvolge tutta la comunità ecclesiale. È suo compito ispirare e proporre un piano di comunicazione sociale organico e integrato, a partire dalle reali potenzialità della diocesi. Le iniziative dell'ufficio devono essere in piena armonia con il progetto pastorale della Chiesa particolare, in sintonia con il cammino della Chiesa in Italia e con gli orientamenti pastorali decennali. Sarà innanzi tutto al servizio dell'evangelizzazione come soggetto attivo sul territorio nella realizzazione del progetto culturale orientato in senso cristiano.

191. FUNZIONI E COMPETENZE DELL'UFFICIO DIOCESANO
All'ufficio compete il coordinamento e l'animazione attraverso un'attenta progettazione, la formazione degli operatori e la promozione di sinergie. È inoltre importante che nelle sue iniziative l'ufficio tenga conto degli orientamenti dell'ufficio nazionale e della commissione regionale, per una più ordinata e organica pianificazione. Si debbono, inoltre, individuare alcune aeree fondamentali di competenza e di operatività relative alle peculiari esigenze della Chiesa locale e del territorio.
192. A SERVIZIO DEL VESCOVO E IN COLLABORAZIONE CON GLI
ALTRI UFFICI
L'ufficio si configura come servizio alla comunità ecclesiale, e in particolare al vescovo e agli uffici pastorali mettendoli a conoscenza degli orientamenti dell'opinione pubblica sulle questioni che interessano l'azione pastorale. Il vescovo deve trovare nell'ufficio un utile supporto; per conoscere la realtà rappresentata e commentata quotidianamente dai media; per avere rassegne stampa tematiche, informazioni e pareri; per esaminare situazioni particolari e individuare l'atteggiamento da tenere e gli eventuali interventi da fare nei confronti dei media. Importanti sono, inoltre, gli incontri periodici con i direttori degli altri uffici di curia per scambi d'informazioni, possibili forme di collaborazione e iniziative comuni.
193. LA FUNZIONE DI UFFICIO STAMPA E PORTAVOCE
La dimensione comunicativa è parte integrante dell'azione pastorale in quanto tale, quindi interessa e coinvolge l'attività di tutti gli uffici pastorali. In questo quadro si inserisce la funzione di ufficio stampa, ormai necessaria in ogni diocesi per gestire con competenza i rapporti con i giornalisti, l'informazione religiosa nel territorio e affrontare nel modo più idoneo le eventuali situazioni problematiche che dovessero presentarsi nel contesto diocesano. È compito dell'ufficio preparare e condurre le conferenze stampa del vescovo; predisporre una rassegna quotidiana dell'informazione (stampa, televisione, radio, internet...) da mettere a disposizione dei responsabili pastorali. In linea di massima, salvo diversa disposizione, il direttore dell'ufficio per le comunicazioni sociali può svolgere anche il ruolo di responsabile dell'ufficio stampa e di portavoce del vescovo.
194. SENSIBILIZZAZIONE E ANIMAZIONE
Altro compito fondamentale dell'ufficio è la sensibilizzazione delle strutture ecclesiali circa i problemi della comunicazione: dalla diocesi nel suo insieme alle zone pastorali fino a coinvolgere le singole comunità parrocchiali. La diffusione della figura dell'animatore per la comunicazione e la cultura, la formazione di tutti gli operatori, l'attuazione del piano pastorale diocesano sono suoi ambiti primari di lavoro pastorale. L'ufficio inoltre promuove e sostiene in ogni parrocchia o a livello interparrocchiale la creazione di un gruppo di esperti, di una piccola équipe, o almeno d'un incaricato, che, d'intesa con il parroco, si occupi di questi aspetti all'interno della comunità, in collegamento permanente con l'ufficio diocesano.
195. CURARE E PROMUOVERE LA FORMAZIONE
L'ufficio cura e promuove la formazione, rivolgendosi agli operatori pastorali e a quanti sono inseriti nei circuiti professionali della comunicazione. Una particolare attenzione formativa sarà rivolta agli ambiti specifici della pastorale: dalla catechesi alla liturgia, dalla pastorale giovanile a quella sociale e caritativa. Di ciascuno di questi ambiti va predisposta una rilettura in chiave comunicativa, per un'evangelizzazione che tenga in adeguata considerazione i nuovi scenari culturali. La formazione riguarda anche l'uso intelligente e responsabile dei media: la cosiddetta media education ha come suo luogo privilegiato la scuola, specie quella cattolica, ed è rivolta in modo particolare alle famiglie che stanno crescendo i figli in questa cultura mediale.
196. SINERGIE E COLLABORAZIONE TRA I MEDIA
Spetta all'ufficio coordinare in un piano comune i media ecclesiali presenti in diocesi (settimanale diocesano, televisione, radio, sale della comunità, editrici, periodici, sito web...), promovendo ogni sinergia possibile con gli strumenti ecclesiali nazionali. L'ufficio si pone come punto di riferimento e luogo di confronto per gli operatori dei vari media ecclesiali. Unità d'intenti e stretta collaborazione renderanno più efficace la presenza della Chiesa nel campo delle comunicazioni. Tutti gli strumenti della comunicazione vanno sostenuti: oltre a stampa, radio e televisione, anche cinema, teatro, new media, musica. Particolare attenzione meritano la comunicazione informatica e le nuove tecnologie.
197. PRESENZA NEI MEDIA NON ECCLESIALI
Irapporti con i giornalisti e gli organi di informazione non ecclesiali presenti nel territorio della diocesi vanno curati con attenzione. È un impegno delicato e importante, sia per garantire una doverosa informazione sulla vita della Chiesa locale, sia per una possibile azione di sensibilizzazione ai problemi e agli eventi di carattere ecclesiale. Al riguardo, è importante che, con gli operatori dei mezzi di comunicazione locali, l'ufficio programmi incontri periodici attorno ai problemi di comune interesse.
198. CONSULTA O COMMISSIONE DIOCESANA
L'ufficio può avvalersi della collaborazione di una consulta o di una commissione diocesana per le comunicazioni sociali, di cui faranno parte responsabili di curia, rappresentanti dei parroci, operatori della comunicazione e della cultura, responsabili dei media, delle associazioni cattoliche del settore e delle sale della comunità ed esperti nominati dal vescovo. La consulta o commissione, quale organismo dell'ufficio, collabora con il medesimo nello studio, nell'elaborazione e nell'attuazione di programmi e progetti, fornendo un contributo di idee e, nei limiti del possibile, anche operativo. È inoltre espressione della comunione e della responsabilità ecclesiale in ordine alla pastorale nel vasto campo dei media e della cultura.
199. UTILITÀ DI UN OSSERVATORIO PERMANENTE
Particolarmente utile, infine, sarebbe la creazione di un gruppo di studio, quasi un osservatorio permanente a cui fare riferimento per la comprensione del fenomeno comunicativo e per fornire ai responsabili della Chiesa locale, in vista dell'azione pastorale, indicazioni utili alla conoscenza degli orientamenti dell'opinione pubblica. Si potranno utilizzare anche le ricerche elaborate da università e centri culturali su temi attinenti al vivere sociale e alle scelte etiche fondamentali. In questo contesto risulta quanto mai utile lo sviluppo, o la creazione qualora già non esistesse, di un adeguato centro di documentazione o biblioteca multimediale per la consultazione e per il servizio formativo.
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