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Vicariato di Pachino   versione testuale

Vicario Foraneo: Sac. Asta Gaetano


Sulle origini del nome Pachino ci sono diverse ipotesi: dal fenicio pachum, che significa "guardia"; dal greco paxus, che significa "fertile"; dal greco Paxus Oinos, che significa "terra abbondante di vino"; o ancora dal greco Paxeia Nesos, ovvero "isola dalla larga circonferenza". Degno di nota il fatto che la città è nominata anche da Dante nel Paradiso: «...E la bella Trinacria, che caligatra Pachino e Peloro, sopra 'l golfo che riceve da Euro maggior briga...» (Dante Alighieri, Paradiso, VIII-316). Il promontorio di Pachino si è formato nel periodo del Cretaceo (più di 70 milioni di anni fa). Pare che il Promontorium Pachyni fosse abitato sin dalle prime epoche preistoriche, anche se di queste presenze non restano molte testimonianze: circa 10mila anni fa fu abitata la grotta Corruggi, nella quale vennero rinvenuti moltissimi reperti archeologici, che si trovano conservati in gran parte presso il Museo archeologico regionale Paolo Orsi di Siracusa. Si tratta di raschiatoi, coltelli, lance, punteruoli, aghi e altri oggetti di uso quotidiano. Dalle grotte Corruggi e del Fico, durante il periodo neolitico (tra l'8000 e il 1500 a.C.), l'uomo passò a vivere nelle grotte (una delle più note di questa zona è quella di Calafarina). Successivamente, nell'età del ferro, del rame e del bronzo, fino all'arrivo dei siculi, le abitazioni rupestri si spostarono nella vicina zona denominata "Cugni di Calafarina". Qui nacquero villaggi e necropoli, un dolmen per i defunti ed un forno sotterraneo per la lavorazione dei metalli, i cui resti, portati alla luce da Paolo Orsi, sono tuttora ben visibili e discretamente conservati. Nel 750 a.C., il territorio di Pachino fu abitato da fenici, punici e greci.
Dal 200 al 400 d.C., a dominare la zona furono i romani, che ne fecero un centro di attività commerciali e di colonizzazione. La contrada Cugni, per l'alta concentrazione di resti antichi, risulta essere una sorta di "parco archeologico". Dopo i romani, arrivarono i bizantini (dal 300 all'800), quindi gli arabi (dall'800 al 1090) ed, infine, i normanni. Gli arabi diedero il nome alla frazione di Marzamemi, nella quale costruirono la tonnara, rimasta funzionante fino agli anni '50, introdussero la coltivazione degli agrumi, bonificarono le campagne, completarono l'acquedotto della Torre Xibini, costruirono le saline e i pozzi Senia per l'irrigazione dei campi (tuttora funzionanti), di cui uno alle porte di Marzamemi, detto u puzzu de quattru uocchi, utilizzato nei secoli, anche a livello industriale, da popoli diversi, pirati compresi. Il declino della città inizia con i normanni, gli aragonesi ed gli angioini. In questo periodo furono erette le fortificazioni di Torre Xibini e Torre Fano contro le invasioni piratesche dei turchi. Tra il 1583 al 1714, però, si determina un sostanziale cambiamento della geografia dell'agro netino, con la fondazione, nella fascia costiera tra le tonnare di Marzamemi e Capo Passero e dei porti di Portopalo e della Marza, di Pachino e Portopalo.
La storia dell'attuale Pachino ha inizio quando, nel 1734, gli Starrabba di Piazza Armerina, proprietari dei feudi Scibini e Bimmisca e, come tali, aventi il titolo baronale oltre a quello di principi di Giardinelli, decisero di risiedere sul territorio per meglio curare i loro interessi ed al fine di acquisire altresì il titolo di conte. A tal fine, i fratelli Gaetano e Vincenzo Starrabba chiesero, nel 1758, a Carlo III di Borbone e, successivamente, nel 1760, a Ferdinando I delle Due Sicilie l'autorizzazione a fondare una città (licentia populandi), decreto che fu emesso a Napoli, in data 21 luglio 1760, e che fu reso esecutivo in data 1° dicembre 1760. Dal punto di vista economico, famosa è la produzione locale della bottarga di tonno rosso prodotta artigianalmente secondo antiche tradizioni arabe a Marzamemi, la conservazione artigianale di prodotti ortofrutticoli e del pescato locale, custode di tradizioni culinarie antiche e oggi molto ricercate. Molto conosciuto è il ciliegino di Pachino (IGP) e il "costoluto". Buona anche la produzione di vini di qualità. Il comune fa parte dell'associazione Città del Vino.
Provincia:
Siracusa
Altitudine:
65 m s.l.m.
Superficie:
50,47 km²
Abitanti:
21.478
31-12-06
Densità:
421 ab./km²
Frazioni:
Marzamemi 
Comuni contigui:
Ispica (RG), Noto, Portopalo di Capo Passero (SR)
CAP:
96018
Nome abitanti:
pachinesi 
Santo patrono:
Madonna Assunta 
Giorno festivo:
15 agosto 

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