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Vicariato di Ispica   versione testuale

Vicario Foraneo: Sac. Paolo Gradanti


La zona nella quale oggi si trova oggi la città e i suoi dintorni furono certamente abitati fin dall'antichità. Ne sono prova le catacombe paleocristiane, di epoca tardo romana, ritrovate nella località di San Marco. Secondo la tradizione, Sant'Ilarione di Gaza, eremita, soggiornò a lungo nella regione, in una grotta di Cava Ispica tra il terzo e il quarto secolo, frequentando assiduamente la chiesetta di Santa Maria della Cava. A conferma dell'antichità del centro e della città, in uno scudo dipinto sul portico della chiesetta, fu rinvenuta la scritta: "Antiquam terra fieret ego sum...", adattato al passo evangelico "Prima che Abramo fosse io sono...". Le coste e in particolare la località Porto Ulisse fu usata come porto naturale fino all'epoca bizantina, come recenti scavi e il ritrovamento di un relitto del sesto secolo hanno mostrato. Qui si sono succeduti i Siculi, i greci, i romani, i bizantini, gli arabi e i normanni. Con i Normanni iniziano le tracce scritte su Ispica. In particolare, il primo documento che parla di un abitato chiamato Isbacha è del 1093, in una bolla che Urbano II emanò subito dopo la fine dell'occupazione araba della regione. In una bolla del 1169 di Alessandro III, la località era denominata Hyspicae Fundus, per poi portare in epoca spagnola e borbonica il nome Spaccaforno fino al 1935, quando si decise un ritorno alle origini con l'attuale nome di Ispica. Lo storico palermitano Antonino Mongitore, nel suo Della Sicilia Ricercata, dice che anche l'apostolo Paolo per un breve periodo, soggiornò a Spaccaforno, il quale, non lontano dal castello, fece sfociare una fonte, al contatto della cui acqua i serpenti intorpidivano e morivano. Prima del terremoto del 1693 l'abitato era all'interno della cava d'Ispica. Dopo la città fu trasferita nella piana ma la cava non fu comunque mai del tutto abbandonata. Dal 1812 la città fu incorporata nel distretto di Modica e nella provincia di Siracusa. Nel 1927, con lo scorporo di questa provincia, la città fu assegnata alla nuova provincia di Ragusa.
Il 12 ottobre 1987 Ispica ha ottenuto il titolo di Città con decreto del Presidente della Repubblica Francesco Cossiga dato a Roma e registrato alla Corte dei Conti 1'11 Febbraio 1988. Aveva tutte le carte in regola per ambirvi in quanto contava, in base al censimento del 1981, più di 14mila residenti; veniva riconosciuto il suo immenso valore storico ed artistico; il grande senso civico dei suoi abitanti, i quali non avevano mancato di fornire supporto alle due guerre mondiali ed alla resistenza e aveva assolto a tutti i pubblici servizi. Dal 1935 aveva la scuola media, dal 1944 il Liceo e dal 1957 la biblioteca comunale. Inoltre la vasta presenza di chiese e conventi testimoniava sensibilità e pietà religiosa e la Cava e le grotte di S. Ilarione costituivano un sito di grande interesse storico ed archeologico. L'economia della città si basa principalmente sulla coltivazione di primizie, pomodori ed ortaggi. In particolare la carota va verso il riconoscimento della Indicazione Geografica Protetta da parte del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Importante anche la viticoltura e la coltivazione di mandorle, olive e carrube. In crescita anche il turismo. Al riguardo è da segnalare la "richiesta di estenzione UNESCO" (con nota del 10/1/2007) da parte dell'amministrazione comunale e del sovrintendente ai beni culturali ed ambientali di Siracusa a inserire Ispica tra le Città tardo-barocche del Val di Noto, in cui rientrerebbe a pieno titolo con la Chiesa di S. Maria Maggiore (monumento nazionale) e l'antistante loggiato del Sinatra, considerati un unicum in tutto il Val di Noto per l'organica fusione tra gli elementi architettonici, i dipinti, gli stucchi, i marmi e gli arredi lignei, oltre al barocco della chiesa SS. Annunziata e della chiesa madre S. Bartolomeo.
Ispica (Spaccafurnu in siciliano) è un comune di 15.036 abitanti della provincia di Ragusa. L'etimologia del nome è incerta. Per alcuni il nome attuale deriva dal latino gypsum, ossia "calce", riferendosi cosi alla frase greca gupsike kaminos che significa "fornace da calce". Altri sostengono che derivi dal fiume Hyspa che scorreva nella vallata, quindi Fondo del Fiume Hyspa. Altri ancora dal nome latino Speca (grotte), oppure da due voci: Spacca, derivazione fonetica di Ispica, e Forno, voce latina adoperata per significare le tombe a forma di forno che si trovano vicino all’abitato. La spiegazione più accettata è che l'attuale nome sia una deformazione della locuzione greca "eis pegas", "verso le fonti" (del fiume Busaitone che attraversa la Cava Ispica). Situata su una collina a sette chilometri dalla costa, Ispica è il comune più a sud della provincia di Ragusa. La città comprende un’area di impianto settecentesco, con una maglia stradale a scacchiera e un’area di impianto medievale con tracciati irregolari; quest’ultima è adiacente a una rupe dove si trovano i ruderi di una fortezza (fortilitium) e dell'antica città. La sua costa si estende fra il comune di Pozzallo e quello di Pachino in provincia di Siracusa. Il territorio comunale include, a due chilometri dalla costa, l'Isola dei Porri, poco più di uno scoglio, meta ogni estate di escursioni subacquee.
Provincia:
Ragusa
Altitudine:
170 m s.l.m.
Superficie:
113,5 km²
Abitanti:
15.036
28-02-07
Densità:
130 ab./km²
Frazioni:
Santa Maria del Focallo, Marina Marza 
Comuni contigui:
Modica, Pozzallo (RG), Noto, Pachino, Rosolini (SR)
CAP:
97014
Nome abitanti:
ispicesi
Santo patrono:
Madonna del Carmelo 
Giorno festivo:
16 luglio 

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