versione accessibile
Ricerca nel sito
Cerca
 Rubriche » Il libro consigliato » Signore da chi andremo? 

Signore da chi andremo?   versione testuale
Facebook  Twitter  Technorati  Delicious  Yahoo Bookmark  Google Bookmark  Microsoft Live  Ok Notizie

Sussidio del Congresso Eucaristico Nazionale di Ancona 2011


Signore, da chi andremo? (Gv 6,68) è il titolo di questa pubblicazione, con cui il Comitato preparatorio intende accompagnare il cammino in vista del Congresso Eucaristico Nazionale di Ancona 2011, secondo quanto già stabilito dal Consiglio Permanente della CEI nella sessione del settembre 2007.
Il sussidio è pensato per l'intera comunità cristiana, nella sua varietà di persone e di esperienze di fede. È destinato ai ministri, annunciatori della Parola, sia ordinati sia istituiti; ai consacrati, uomini e donne chiamati ad essere singolari testimoni del Vangelo; agli sposi e ai gruppi familiari per una preparazione domestica al Congresso; ai credenti laici, giovani e meno giovani; ai diversi gruppi ecclesiali; agli amici in ricerca di risposte alle domande di senso della vita quotidiana. Può servire ai singoli credenti per la propria preghiera personale.
L'icona biblica prescelta, tratta dal capitolo 6 del Vangelo di Giovanni, costituisce un autentico faro in grado d'illuminare il cammino di fede personale e di guidarlo all'incontro con il Signore fino ad una piena appropriazione dell'Eucaristia. Questa multiforme ricchezza del Mistero eucaristico è stata sottolineata da Benedetto XVI nella sua Esortazione apostolica Sacramentum Caritatis, là dove il Papa introduce le tre parti del documento proprio con riferimenti al medesimo testo giovanneo. Nel presente fascicolo, elaborato dal biblista mons. Ermenegildo Manicardi, a cui va un sincero grazie, vengono pro¬poste alcune tracce destinate a sostenere la lettura orante e una più profonda conoscenza dell'intero capitolo VI (Gv 6,1-71).
Raccogliendo la sollecitazione offerta dal tema del prossimo Congresso Eucaristico Nazionale - L'Eucaristia per la vita quotidiana - la struttura, le riflessioni, le domande e le preghiere del sussidio sono state concepite in modo da avvicinare l'Eucaristia alla «ferialità» della Chiesa, che con gioia si sente comunità, e all'esistenza concreta e profonda della gente, una vita mai banale, ma sempre da rispettare e amare.
«Signore, da chi andremo?» è la domanda che l'apostolo Pietro rivolge a Gesù a conclusione del discorso sulla Parola e il Pane di vita. Ed è anche la domanda che dopo duemila anni ritorna come la questione centrale della vita dei cristiani oggi. Viviamo in un contesto di pluralismo culturale e religioso, in cui il problema fondamentale della ricerca di fede si traduce ancora in un interrogativo: «Chi dice la gente che sia il Figlio dell'uomo?... E voi chi dite che io sia?» (Mt 16,13.15). Riscoprire e aiutare a riscoprire  l'unicità di Gesù di Nazaret era già l'intento del Giubileo dell'Incarnazione del 2000, così come degli Orientamenti dei Vescovi italiani Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia e della scelta di ripartire dal «Giorno del Signore» che ha caratterizzato il Congresso Eucaristico di Bari. Sullo stesso cardine di questa unicità oggi deve sapersi sviluppare la nostra azione pastorale nella catechesi, nella liturgia, nella spiritualità e nella cultura; occorre sempre partire dalla salvezza cristiana nel suo preminente carattere di avvenimento, di incontro con il Risorto. Il Congresso Eucaristico di Ancona 2011 interpella sull'Eucaristia per la vita quotidiana. È vero che la Chiesa italiana soffre una certa «distanza culturale» tra la fede cristiana e la mentalità contemporanea su tanti ambiti della «vita quotidiana»: affettività, fragilità, educazione, lavoro e festa, cittadinanza. E, tuttavia, l'impulso condiviso venuto dal Convegno ecclesiale di Verona 2006 è stato quello di non considerare tale distanza come una sorta di «condanna, disgrazia, fatalità» del nostro tempo, ma al contrario come «occasione, sollecitazione, opportunità» per le scelte del nostro vivere da cristiani. Un invito, cioè, a rianimare la quotidianità, a farsi attenti alla dimensione cittadina, a orientare in senso cristiano le espressioni culturali della coscienza civile. Questa è la prima sfida che abbiamo di fronte: una ordinarietà di vita cristiana che si traduca in uno stile di vita nuovo comunicabile agli uomini del nostro tempo. Dobbiamo suscitare intorno a noi questa constatazione: Guardate quanto è bello essere cristiani! Guardate quanto è bello il progetto di vita umana che il cristianesimo propone! Ciò deve essere mostrato non con le parole, ma con una testimonianza di vita ordinaria.
Dall'Eucaristia riceviamo la forza che ci fa riscoprire e riamare la vita quotidiana. Chi con questo spirito contempla e vive il rito eucaristico viene trasformato dalla sua grazia e continuamente sollecitato a uscire da una concezione individualistica della fede verso gli spazi sconfinati della testimonianza. L'Eucaristia celebrata diventa così anche il grembo in cui tutte le vocazioni -sacerdotali, religiose e consacrate, matrimoniali e missionarie - vengono generate dal Signore e si mettono a servizio dell'edificazione comune.
Buon cammino!


+ ADRIANO CAPRIOLI
Vescovo di Reggio Emilia - Guastalla
Presidente del Comitato per i congressi eucaristici nazionali
+ EDOARDO MENICHELLI
Arcivescovo di Ancona - Osimo

Sabato 26 Febbraio 2011
Copyright Diocesi di Noto 2008 - Credits