versione accessibile
Ricerca nel sito
Cerca
 Rubriche » Approfondimenti » Battesimo del Signore 

Battesimo del Signore   versione testuale
Facebook  Twitter  Technorati  Delicious  Yahoo Bookmark  Google Bookmark  Microsoft Live  Ok Notizie


La festa del Battesimo del Signore conclude il tempo di Natale e dà inizio al Tempo Ordinario. Come l’evento del Battesimo di Gesù fu l’avvio della progressiva manifestazione del suo mistero al mondo, così la festa corrispondente è il principio di quel percorso che la Chiesa ci offre ogni anno per approfondire la nostra conoscenza vitale del mistero di Cristo. È, quindi, il periodo non soltanto per smontare il presepio e togliere gli addobbi dalla chiesa e dagli altri edifici parrocchiali, ma di incoraggiare i fedeli perché cerchino di conoscere sempre più e sempre meglio il Signore che è nato per noi.
Dopo la manifestazione di Gesù quale Signore alle genti nell’Epifania, questa festa celebra la manifestazione del Signore a Israele. Le tre letture, attraversate dalla simbologia dell’acqua, presentano il tema della rinascita e dell’esperienza di Dio come Padre: il vangelo mostra Gesù quale nuovo Mosè che dà inizio all’esodo escatologico attraverso un’immersione nelle acque del Giordano che lo conferma Figlio obbediente al Padre; la seconda lettura rievoca il ministero terreno di Gesù attraverso i due poli dell’acqua e del sangue, cioè del battesimo e della croce, e pone la fede in Gesù, Cristo e Figlio di Dio, come radice dell’esperienza cristiana della paternità di Dio; la prima lettura ricorda ai figli d’Israele esuli a Babilonia che l’esodo dalla cattività sarà autentico se accompagnato da un movimento di conversione e ritorno al Signore che è il Padre misericordioso.
Il Gesù che viene immerso nel Giordano è in mezzo a una folla di persone che a loro volta si fanno immergere da Giovanni confessando i loro peccati. Gesù, il “senza peccato”, fin dall’inizio del suo ministero, è accanto ai peccatori, tra di loro, in una piena solidarietà. Eppure egli non vive questo come protagonismo di amore o di solidarietà con gli “ultimi”, ma come occasione per conoscere l’amore del Padre su di sé: “Tu sei il mio Figlio, l’amato, in te mi sono compiaciuto”. La Scrittura, citata nel passo di Marco (Mc 1,11 cita Sal 2,7; Gen 22,2; Is 42,1), interiorizzata da Gesù nella sua vita spirituale, diviene ciò che gli consente di leggere gli eventi alla luce dell’unum necessarium (cf. Lc 10,42): l’amore del Padre.
Questo il saldo fondamento della vocazione e del ministero di Gesù: l’amore del Padre attestato dallo Spirito santo che scende e rimane su di lui. Lo Spirito è il sigillo della comunione tra il Padre e il Figlio, è l’amore dall’alto che ormai è nel Figlio e che dal Figlio può essere comunicato agli uomini. Lo squarciarsi dei cieli significa l’instaurarsi della comunione tra cielo e terra, tra Dio e umanità nel Figlio Gesù Cristo su cui riposa lo Spirito santo. E poiché il momento iniziale del ministero pubblico di Gesù rinvia al momento finale, la croce, quando Gesù sarà ancora tra peccatori (in mezzo a due malfattori), sarà confessato Figlio di Dio dal centurione e quando si squarcerà il velo del tempio, alla croce apparirà che ogni uomo accede ormai, grazie al dono dello Spirito, alla comunione con Dio non attraverso il tempio, ma attraverso il corpo di Gesù, il Messia. L’umanità di Gesù Cristo è ormai il luogo dello Spirito, il luogo della comunione tra Dio e gli uomini.
Il nesso tra battesimo di Gesù e crocifissione (definita implicitamente “immersione” in Mc 10,38-39) svela anche un senso del battesimo cristiano, del battesimo nel Nome di Gesù, la cui memoria è destata da questa celebrazione: il battesimo è la figura essenziale e necessaria della fede e apre al cristiano un cammino esistenziale in cui è possibile anche la perdita della vita a motivo di Cristo. Essere cristiani significa vivere il battesimo, ovvero entrare nel dinamismo spirituale del credente che si rivolge a Dio chiamandolo Padre e che si lascia guidare dalla Parola e dallo Spirito nella vita filiale.
La voce dall’alto si rivolge a Gesù direttamente, in un dialogo personalissimo: “Tu sei il mio Figlio”. Gesù vi risponderà con tutta la sua vita in cui si rivolgerà a Dio con il “tu”, chiamandolo “Abbà”, “padre, papà” (Mc 14,36). L’inizio del ministero pubblico di Gesù è anche l’ingresso nel misterioso e nascosto dialogo di preghiera con il Padre, base solida del ministero stesso. Ministero e preghiera appaiono inscindibili in Gesù.
Il battesimo di Gesù appare anche come esperienza e impegno di obbedienza. Obbedienza a Giovanni, a cui Gesù si sottomette facendosi battezzare da lui, ma anche obbedienza al Padre. Ormai il cammino di Gesù sarà fedele a questo momento iniziale e costitutivo grazie alla sua obbedienza alla parola di Dio e alla sua docilità allo Spirito.
Domenica 8 Gennaio 2012
Copyright Diocesi di Noto 2008 - Credits