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Noto. Ordinazione Sacerdotale. Don Blandino: "Il prete non è un superuomo. Dio mi chiama nella mia umanità"   versione testuale
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Domani, sabato 20 ottobre, alle ore 18, nella Basilica Cattedrale di San Nicolò in Noto, il nostro vescovo, mons. Antonio Staglianò, ordinerà sacerdote il diacono don Alessandro Blandino, originario della parrocchia San Pietro in Modica e in servizio pastorale nella parrocchia Ecce Homo in Noto.
Durante la celebrazione, inoltre, mons. Staglianò innalzerà il suo rendimento di grazie a Dio, nel giorno in cui ricorre l’anniversario della sua Ordinazione Presbiterale.
Alla vigilia dell’evento, abbiamo raggiunto don Blandino che ci ha rivelato la sua trepidazione per questo momento così forte della sua vita. Ricordando la dedizione che comporta la vita sacerdotale, ci ha confidato il suo desiderio di essere prete secondo il cuore del Buon Pastore: “La Chiesa, come ci ricorda Papa Francesco, non ha bisogno di funzionari, ma di sacerdoti che vivano come Gesù, a servizio dei fratelli, con uno stile di misericordia, di accoglienza, di prossimità”.
Citando San Paolo VI, don Blandino ha sottolineato come il mondo di oggi ha più bisogno di testimoni che non di maestri e ci ha rivelato inoltre di essere felice di ricevere l’Ordinazione alla vigilia della memoria del Beato don Pino Puglisi, a cui si sente particolarmente legato: “Don Puglisi è stato un cristiano fedele sulle orme del Vangelo; inoltre è stato un uomo, capace di relazione e di esprimere una spiccata umanità; per questo è stato un buon prete, capace di vivere con generosità l’impegno di una vita donata”.
Don Blandino ha infine osservato che Dio sceglie i suoi preti tra gli uomini: “Non siamo supereroi o superuomini, gente impeccabile, che sa fare tutto. Siamo umani, ma accanto a Gesù scopriamo il valore e la bellezza della nostra umanità. Così possiamo essere di esempio, anche a tanti giovani che hanno bisogno di punti di riferimento. Penso a chi sente il dono della vocazione e all’importanza di coltivarla in seno alla comunità, quella domestica e quella ecclesiale, a partire anche dalle esperienze che Dio ci fa fare, attraverso le persone che incontriamo e le situazioni che viviamo. Così saremo capaci di leggere la presenza di Dio nella nostra vita e scommettere ogni cosa per Lui”.
 
 

Venerdì 19 Ottobre 2018Alessandro Paolino
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