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  • XLIX Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni 29 Aprile 2012

    Nella quarta Domenica di Pasqua, 29 Aprile 2012, domenica del Buon Pastore, si celebra la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, proposta alla Chiesa universale con profetica intuizione, da Papa Paolo VI nel 1964. Il tema che il S. Padre Benedetto XVI propone in questa quarantanovesima Giornata mondiale per la riflessione e la preghiera delle comunità cristiane è: "Le vocazioni dono della carità di Dio" (Deus caritas est, n.17). Ciò significa riscoprire la gratuità del dono di ogni vocazione e di ogni chiamata a vivere la propria vita nel segno della Beatitudine e dell'Amore, in continuità con quanto afferma Gesù nel vangelo di Matteo: "Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date" (Mt 10,8). Lo slogan scelto dal Centro Nazionale Vocazioni della Conferenza Episcopale Italiana è: "Rispondere all' Amore... si può" Esso si propone come invito a vivere con creatività, responsabilità e fedeltà la propria vocazione. E' un grande inno all'amore, che riecheggia in tante pagine bibliche, e che si esprime nelle due grandi espressioni e modalità dell'amore: la vita di coppia e la verginità donata nel ministero ordinato del Sacerdote o nella Vita consacrata. Sono due espressioni dell'Amore che si innestano sullo stesso tronco dalle radici profonde, che attingono fecondità dalla sorgente viva che è Gesù, e come due rami fioriti si liberano in alto per cercare gli spazi inifiniti del Cielo. Brani biblici di riferimento: 1 Gv 4,19; Cantico dei Cantici 8, 6-7; Geremia 20,7...

  • Conferenza Episcopale Siciliana - Sessione invernale. Comunicato finale

    Nei giorni 7-8 febbraio 2012 la Conferenza Episcopale Siciliana ha svolto la sua Sessione invernale presso la propria sede di Palermo. 1. I lavori sono stati presieduti dal Cardinale Presidente Paolo Romeo, Arcivescovo di Palermo, il quale in apertura della sessione ha informato i Vescovi relativamente ai lavori del Consiglio Permanente della CEI, tenutosi lo scorso 23-26 gennaio. In sintonia con quelle comunicazioni, i Vescovi siciliani hanno condiviso la consapevolezza espressa dal Consiglio Permanente che il contributo più necessario e originale che la Chiesa può offrire al Paese rimane quello della fede. Tale consapevolezza trova forza nel Magistero del Papa e, particolarmente, nella felice intuizione del Pontefice di indire un Anno della Fede in coincidenza anche con il cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II e con il ventesimo anniversario della promulgazione del Catechismo della Chiesa Cattolica (11 ottobre 1992)...

  • Sessione invernale della Conferenza Episcopale Siciliana
  • ''Giovani aperti alla vita''

    La vera giovinezza risiede e fiorisce in chi non si chiude alla vita. Essa è testimoniata da chi non rifiuta il suo dono – a volte misterioso e delicato – e da chi si dispone a esserne servitore e non padrone in se stesso e negli altri. Del resto, nel Vangelo, Cristo stesso si presenta come “servo” (cfr Lc 22,27), secondo la profezia dell’Antico Testamento. Chi vuol farsi padrone della vita, invecchia il mondo.

  • Battesimo del Signore

    La festa del Battesimo del Signore conclude il tempo di Natale e dà inizio al Tempo Ordinario. Come l’evento del Battesimo di Gesù fu l’avvio della progressiva manifestazione del suo mistero al mondo, così la festa corrispondente è il principio di quel percorso che la Chiesa ci offre ogni anno per approfondire la nostra conoscenza vitale del mistero di Cristo. È, quindi, il periodo non soltanto per smontare il presepio e togliere gli addobbi dalla chiesa e dagli altri edifici parrocchiali, ma di incoraggiare i fedeli perché cerchino di conoscere sempre più e sempre meglio il Signore che è nato per noi...

  • Noi abbiamo visto la stella

    Il bambino Gesù, nato nella grotta di Betlemme e adagiato nella mangiatoia, riceve, dopo l'umile visita dei pastori, quella dei Magi. Questa visita evoca l'attesa di tutta l'umanità che finalmente vede arrivare l'ora della liberazione; essa invita ciascuno di noi a vivere l'avventura della fede. Com'è possibile addentrarsi nell'avventura della fede? Dio non lascia mancare i suoi segni, sta a noi scrutare il cielo poiché la stella misteriosa che guida i Magi richiama la luce e la gloria del Signore; anche se il Messia, appena nato, appare subito come “Segno di contraddizione”. Coloro che lo accolgono sono i lontani e quanti lo rifiutano sono i vicini. I Magi, simbolo dei popoli che giungono alla fede, non si fermano a Gerusalemme, città asservita al potere e luogo di una religiosità sicura e garantita, ancorata al passato, ma incontrano il Signore a Betlemme, la piccola "casa del pane"...

  • . e venne ad abitare IN MEZZO A NOI

    «Mentre il silenzio fasciava la terra e la notte era a metà del suo corso, tu sei disceso, o Verbo di Dio, in solitudine e più alto silenzio». Le parole di questo inno, che si ispira a Sap 18,14-15, sono un invito alla contemplazione, un forte richiamo al silenzio, realtà fondamentali perché si comprenda ciò che d'immenso sta succedendo. Il silenzio primo è quello della creazione, è il silenzio della notte, del nascondimento, del segreto. Nel testo apocrifo del Protovangelo di Giacomo la nascita di Gesù viene descritta sotto il segno del silenzio; tutte le cose si fermano, tutti fanno silenzio: si ferma il moto del mare, il vento, si ferma il gregge che cammina per strada, si arresta tutto, tutto diviene statico. Inizia la contemplazione davanti all'evento-mistero. L'uomo frenetico e indaffarato di oggi è ancora capace di fermarsi e contemplare? Guardare, gustare e lasciare emergere i sentimenti che nascono da ciò che di bello vi è attorno? Il gusto e la ricchezza della contemplazione faticano a entrare nella cultura occidentale. «E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14). È Dio che si fa conoscere, che si esprime, si comunica, che dona il suo Spirito. È Lui la Parola viva, donata a chi vuole incontrare, conoscere, amare il Signore...

  • IV Domenica di Avvento: una casa visitata

    In questa Domenica che precede il Natale siamo invitati a guardare a Maria per vivere l'abbandono fiducioso verso il Signore e l'accoglienza verso il prossimo. In tal modo la presenza di Cristo può continuare a incarnarsi anche grazie alla nostra testimonianza di credenti che si fidano della Parola. Siamo alla conclusione dell’Avvento. Qualcuno viene. Per lui vale la pena cambiare, prepararsi. Non è un discorso da accettare, ma un bambino da generare ed accogliere. Qualcuno viene per restare: si affida proprio a te. Dobbiamo aprire le porte del cuore e fargli spazio. Altrimenti non c’è Natale. Non c’è Natale senza il nostro cuore. Per questo dobbiamo chiederci: che Natale stiamo preparando? Che Natale vogliamo per questo mondo, segnato dalla paura e dall’incertezza; che accetta la guerra e l’ingiustizia; incerto ed arrogante allo stesso tempo; che allontana con facilità e fastidio i deboli; che vuole tutto ma senza il rischio dell’amore e della responsabilità; che chiude le porte del cuore e delle case?...

  • III Domenica d'Avvento - GAUDETE

    Questa Domenica è chiamata “Gaudete”, dalla prima parola dell’antifona d’ingresso. Come la Domenica “Laetare” a metà della Quaresima, anche questa Domenica doveva dare ai fedeli un po’ di respiro dalle rinunce e penitenze che venivano praticate in Avvento. Oggi, come sappiamo, l’Avvento è stato ri-scoperto non come tempo penitenziale, ma come tempo di attesa, di gioia: non si tratta, quindi, di dare sollievo ai fedeli gravati da chissà quali penitenze, ma di dare all’attesa il colore della gioia, anziché quello della mestizia. La serietà e la sobrietà che la Chiesa ci propone nel tempo di Avvento non devono diventare tristezza. “Siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti”. Con questo fermo invito dell'apostolo si apre la liturgia di questa domenica...

  • I domenica d'Avvento. Vegliate
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