DIOCESI di NOTO - Rubriche
INDAGINE SU GESU‘
di SOCCI ANTONIO


Chi è Gesù? Perché nessuno, dopo duemila anni, si sottrae al suo fascino? Anche i "lontani" non sanno nascondere lo stupore, l‘ammirazione e l‘incanto per quest‘uomo misterioso, potente e buono, unico al mondo, "il più bello fra i figli degli uomini": da Marx a Renan, da Rousseau a Nietzsche, da Borges a Kafka, da Camus a Salvemini, da Kerouac a Pasolini, da un "persecutore" come Napoleone a una personalità come Gandhi, fino al libro dell‘Islam, il Corano. Come e perché in soli tre anni di vita pubblica egli ha potuto capovolgere la storia umana? Lo affermano anche pensatori laici come Benedetto Croce: "il Cristianesimo è stato la più grande rivoluzione che l‘umanità abbia mai compiuto". Ha portato nel mondo la libertà, la dignità di ogni persona (a partire dai più derelitti), le nozioni di diritti dell‘uomo e di progresso, un oceano di carità. Ha spazzato via la schiavitù, ha salvato la cultura antica, ha dato nobiltà al lavoro ricostruendo un‘Europa devastata, inventando la tecnologia, le università, la scienza, gli ospedali, l‘economia, l‘arte, la musica. Il libro di Antonio Socci ricostruisce questa straordinaria rivoluzione e indaga sul mistero di Gesù, preceduto da duemila anni di attesa e seguito da altrettanti di amore. Circa trecento profezie messianiche, nelle Sacre Scritture, con secoli di anticipo hanno tracciato il suo perfetto identikit: data e luogo di nascita e di morte, le sue opere, addirittura il supplizio della crocifissione.
 
L‘autore stesso A. Socci così si esprime su questo suo lavoro: "devo confessarvi, questo lavoro mi ha appassionato, entusiasmato, commosso perché mi ha fatto fissare lo sguardo sul più appassionante degli argomenti e dei volti: Gesù. E’ impossibile posare gli occhi e il pensiero su di lui senza restarne affascinati. Per chiunque. Del resto in uno dei primi capitoli del libro sono proprio andato alla ricerca dell’impatto che Gesù ebbe su personaggi a lui lontanissimi e nemici (da Marx e Nietzsche, per capirci) ed è stato sorprendente per me scoprire come tutti abbiano avvertito lo stupore di una presenza eccezionale. “Cristo me trae tutto, tanto è bello”, scriveva Jacopone da Todi.
 
A conclusione della mia indagine, che ho condotto come un “inquirente” obiettivo, con criteri giornalistici, laici, sul “caso Gesù”, sulla veridicità dei racconti evangelici, sui dati storici, sulle prove della sua divinità e della sua resurrezione, mi resta questa struggente sensazione di una bellezza incomparabile. Con cui si vorrebbe stare sempre. Ogni giorno, ogni istante.
 
Comprendo allora le parole di S. Agostino che, col pensiero di tutto il tempo perso dietro alle cose del mondo, guarda il suo Salvatore e scrive: “Tardi ti ho amato, o Bellezza, sempre antica e sempre nuova, tardi ti ho amato! Ed ecco tu eri dentro di me e io ero fuori e là ti cercavo ed io nella mia deformità mi gettavo sulle cose ben fatte che tu avevi creato. Tu eri con me ed io non ero con te".


 
Data di pubblicazione : novembre 2008
Editrice: Rizzoli


Ultimo aggiornamento di questa pagina: 29-NOV-08
 

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