La nostra Chiesa di Noto si prepara da decenni al nuovo anno pastorale, ritrovandosi insieme, attraverso il Convegno Pastorale, per riflettere e discernere orientamenti e linee programmatiche in vista del cammino e dellazione pastorale che intendiamo realizzare come Chiesa, per la costruzione del Regno di Dio. Questanno oltre al consueto Convegno Pastorale, il nostro Vescovo ha scelto di dare alla sua comunità diocesana, un ulteriore spazio di riflessione, lanciando la prima edizione del Congresso Internazionale di Bioetica che avrà luogo a Noto il prossimo 10-11 settembre 2010. Il carattere scientifico del Congresso a cui interverranno grandi nomi nel campo della bioetica, non annulla lorizzonte specifico, per cui il Vescovo stesso lo ha pensato e sintetizzato nel titolo Senso umano e bioetica clinica: pensare la sofferenza nella dimensione della complessità. Lumano come luogo teologico dove i cristiani scelgono di declinare la loro fede e le loro scelte etiche. Una componente che caratterizza da sempre la storia delluomo è la sofferenza, nella visone cristiana essa ha avuto ed ha un nobile valore salvifico, ma non possiamo non recuperare -anche in un discorso pastorale- un approccio antropologico ad essa, per valutarla nel suo spessore di esperienza biografica, come questione non solo da spiegare e descrivere ma da comprendere nel suo significato umano. La potenza del dolore non si ferma al valore redentivo, la sofferenza diventa rivelativa: apre il cuore dolorante alla realtà e svela il segreto dellessere, è la chiave per intendere il destino delluomo; chiave scelta dallo stesso Cristo con la sua passione e morte. Una sofferenza alla quale non si riesca a dare una spiegazione e senso diventa una sofferenza raddoppiata. L.Pareyson invita a fare una cristologia laica, cioè a leggere in chiave laica quello che secondo lui è il messaggio portante del cristianesimo, cioè che la sofferenza è rivelativa della nostra costitutiva fragilità, ma nello stesso tempo occasione di condivisione e di speranza, perno di rotazione dal negativo al positivo. I problemi di bioetica oggi non sono i problemi di pochi esperti, lo attesta la grande diffusione dei dibattiti, quasi quotidianamente presenti nei giornali o programmi televisivi. La nostra pastorale così non puň restare straniera a tali questioni, proponendosi di rispondere ad esigenze cultuali o devozionali, ma lasciando da solo luomo e il suo bisogno di senso, di fronte a problematiche che vanno dal nascere al morire. Basterebbe chiedersi: quali strumenti di comprensione e di accompagnamento offre la nostra pastorale, per capire cosa avviene nel campo della procreatività o della diagnosi prenatale, della sterilizzazione e dellaborto? Se luomo è la prima e fondamentale via della Chiesa, la nostra pastorale, non puň restare in silenzio o impaurita, ma come Filippo e lEunuco negli Atti degli Apostoli, siamo chiamati a salire sul carro della vita della nostra gente e dialogare con loro, di questioni che toccano il loro vivere, le quali potrebbero apparire estremamente laiche, se viste in una visione non integrale dellumano. Il Concilio Vaticano II ce lo ha ricordato Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini doggi, dei poveri e soprattutto di coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo (GS). Daltro canto, e per nostro grande sostegno, linsegnamento recente del Magistero e particolarmente dellenciclica Evangelium Vitae di Giovanni Paolo II, non permette dubbi sulla necessità e lurgenza dellazione pastorale a sostegno della vita, auspicando una mobilitazione di tutto il popolo della Vita, a costruire una cultura della Vita. Questazione premette in coloro che intendono porsi a servizio e a difesa della vita, una previa -se pur generale- conoscenza della bioetica, così da poter avere quegli elementi minimali per una valutazione lucida delle questioni. Il prossimo Congresso penso che sia uno spazio dove poter acquisire unadeguata formazione personale, da condividere negli spazi dove si consuma la nostra ferialità, e dove spesso emergono spontaneamente, confronti sulle tematiche che lassise si propone di sviluppare.