Noto in festa per San Corrado: l’accorato appello di Mons. Rumeo sul senso della “strada” e della vita

 

 

 

 

I due giovani netini, Lorenzo Falesi e Andrea Tarantello, che inizieranno ufficialmente il loro percorso nell’anno propedeutico

I solenni festeggiamenti in onore di San Corrado Confalonieri del 30 agosto 2026 si sono aperti con un Solenne Pontificale, presieduto da S.E. Mons. Salvatore Rumeo. Davanti a una cattedrale gremita di fedeli, il Vescovo ha offerto una riflessione profonda, capace di toccare le corde più intime del cuore dei presenti, tracciando un parallelo tra la vita del Santo eremita e le sfide drammatiche del nostro tempo.

Al centro della densa omelia di Mons. Rumeo vi è stata l’icona della strada, intesa non solo come spazio fisico, ma come vero e proprio specchio dell’esistenza. Una metafora che richiama il pellegrinaggio terreno di ciascun uomo e, in modo speciale, quello di San Corrado.
«La liturgia di oggi ci mette dinanzi l’immagine umile del viandante, del pellegrino e, infine, l’icona della strada quale luogo dove si snoda ogni sentiero esistenziale e s’incrociano sinceri affetti  sentimenti contrari all’amore, slanci di vita o

L’Urna di San Corrado in sosta al Santissimo Crocifisso

pensieri e trame di cupidigia, dove si fa presente in maniera inesorabile il bene e il male, la vita dei buoni e i sotterfugi dei malvagi, luogo dove si fa presente Dio e l’uomo. Dio che interviene con la Sua Misericordia generosa nella vita dei Suoi figli e l’uomo spinto a fare il bene o a farsi stringere dalle morse del maligno».

Il Vescovo ha poi proseguito esortando i fedeli a non vivere in modo superficiale il proprio cammino, ricordando la generosità straordinaria che caratterizza la gente di queste terre:
«La strada è la vita, dice la fatica del vivere e dello stare insieme. Ha un suo inizio e un suo compimento. E lì, al traguardo finale, ci siamo tutti, ci staremo tutti: nessuno escluso. La strada, la si può vivere pienamente o in modalità distratta e superficiale. Così è la nostra vita, il nostro camminare lento o spedito, in tanti posti diversi o sempre e comunque dentro noi stessi e nel cuore di chi ci vuole bene. Tanto! Perché da queste parti il cuore nell’esercizio del bene sa esagerare a dismisura! Orientati o smarriti, sulla via ci stiamo e dobbiamo starci ed è lì che conosciamo noi stessi, ci confrontiamo con gli altri e riusciamo a leggere il nostro io e la vita del prossimo. Come avvenne per il nostro amatissimo San Corrado Confalonieri».
Nella parte conclusiva del suo discorso, il pastore della diocesi netina ha indicato nel Santo Patrono il modello perfetto a cui guardare per ritrovare la bussola in un’epoca segnata da profonde incertezze e smarrimenti.
«Oggi onoriamo e veneriamo il nostro Patrono San Corrado. A tutti i fedeli è presentato come un credente che ha testimoniato una fede limpida e incrollabile nel Signore Gesù e, al tempo stesso, si è fatto pellegrino sulle vie dell’umanità immersa in mille fragilità. San Corrado offre l’esempio di una dedizione, senza riserve, al servizio della Chiesa. L’esempio di San Corrado illumini le menti delle donne e degli uomini del nostro tempo, affinché ciascuno si senta attratto dalla bellezza del Vangelo e nessuno si smarrisca nelle nebbie del non senso e della disperazione».
Il Vescovo ha voluto chiudere l’omelia rivolgendo direttamente a San Corrado una toccante e accorata preghiera, interpretando i sentimenti, le paure e le speranze di tutta la comunità:
«O San Corrado Confalonieri, amico e servo di Dio Padre, discepolo umile di Cristo Crocifisso, sostienici nel cammino di fede, rianima la nostra speranza e fa’ che diveniamo pane caldo di carità! Conduci gli uomini verso sogni di pace e di fratellanza, aiuta i poveri e gli invisibili di questo mondo. Tieni lontani i mali dell’anima e del corpo, fa’ che nell’ora della gioia, come in quella del dolore, rimaniamo sempre uniti a Dio con spirito di fede e amore filiale».
Al termine della celebrazione, infatti, sono stati presentati alla comunità due giovani netini, Lorenzo Falesi e Andrea Tarantello che inizieranno ufficialmente il loro percorso nell’anno propedeutico in vista del seminario