Decisioni N. 14, N. 34 e N. 48 del secondo Sinodo della diocesi di Noto (1996)

 N. 14 – La scelta missionaria. La Chiesa di Noto, “con la fedeltà alla missione datale da Cristo, non può proseguire nell’attuale gestione pastorale che giudica insufficiente e non pienamente conforme al progetto di Dio”. Questo Sinodo, quindi, ritiene urgente e necessario che tutte le componenti ecclesiali della diocesi sappiano accogliere la parola di Dio, la testimonino vitalmente e acquisiscano uno slancio missionario rivolto prevalentemente al mondo degli adulti. A tal fine, tutta la Chiesa locale (e in essa ogni comunità parrocchiale, congregazione religiosa, gruppo, movimento, associazione) decide di operare questa conversione fondamentale: da una Chiesa dispersa nelle molte attività a una Chiesa che ritrovi le cose essenziali della fede e sappia comunicarle come pellegrina sulle strade dell’uomo, mediante un radicamento nel territorio.

 
N. 34 – Il gemellaggio con la Chiesa di Butembo-Beni. La comunione della nostra Chiesa locale si apra ancora di più alla dimensione universale, sviluppando iniziative che aiutino a vivere concretamente “la condivisione globale di beni, persone ed esperienza” (Cei, Comunione e comunità missionaria, 51). In particolare, sia più sentito e valorizzato il gemellaggio della Chiesa di Noto con la Chiesa di Butembo-Beni.
 

N. 48 – Passi di conversione. […] la chiesa di Noto, aprendo gli occhi, soprattutto grazie al gemellaggio con la diocesi congolese di Butembo-Beni, sul dramma mondiale della povertà, della fame, delle guerre che opprimono i figli di Dio, vuole porre con umiltà segni poveri di comunione e di ricerca della pace. Tali segni non vanno misurati in base al successo e all’efficacia umana ma esprimono l’esigenza di non conformarsi alla mentalità di questo mondo, prefigurando invece la pace del regno messianico. […].