«AMARE SERVIRE E TESTIMONIARE IL SIGNORE»

Omelia nella Celebrazione Eucaristica in occasione della chiusura della Fase Diocesana della Causa di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio di Nino Baglieri. Chiesa San Pietro
05-05-2024

Carissimi fratelli e sorelle, attorno alla mensa della Parola e del Pane di vita eterna, radunati dallo Spirito di Dio che compie meraviglie, oggi 5 maggio 2024 la Chiesa di Noto, la Famiglia Salesiana e la città di Modica sono in festa per la chiusura della Fase Diocesana della Causa di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio di Nino Baglieri che proprio come oggi – era il 5 maggio 1951 – ricevette il Santo Battesimo divenendo cristiano.

A conclusione del Discorso di ringraziamento al Signore per il dono dell’Episcopato, il 18 marzo 2023, nella Cattedrale di Noto, riprendevo le parole che Nino, il 21 giugno 1990, a pochi giorni dalla mia ordinazione sacerdotale mi indirizzava.

«Caro Salvatore, ti ringrazio perché mi fai partecipe della tua gioia. Sarò unito a te nel giorno della tua ordinazione sacerdotale con la preghiera e l’offerta della mia sofferenza. Il Signore ti ha scelto a essere Suo Ministro per portare a Lui tante anime. Lui ti arricchisce della Sua Grazia e dei Suoi doni affinchè tu possa essere un Santo Sacerdote per amarLo, servirLo, testimoniarLo ed essere Luce per il Suo popolo. Tanti Auguri di Santità. La Vergine Maria sia la guida della vita tua per essere sempre più conforme alla Volontà di Dio. Alleluia. Con affetto, Nino Baglieri».

Credo di leggere tra le righe inviatemi da Nino, la missione di coloro che sono impegnati nel cammino verso la santità. Perché tutti siamo chiamati ad essere santi. Nessuno escluso! E Nino questo lo aveva capito molto bene!

«La preghiera e l’offerta della mia sofferenza»: il mistero della croce

Noi tutti siamo sempre in continua ricerca del senso della nostra esistenza e del senso della nostra vocazione. A queste domande ognuno dà delle risposte che sono conformi alla propria fede che offre la luce per vedere la propria storia con gli occhi e il cuore di Dio. Ed è per questo che abbiamo bisogno della preghiera, di entrare in un dialogo d’amore con il Signore. La preghiera è il respiro dell’anima.

Non è da tutti offrire la propria sofferenza per un altro, per la sua gioia e la sua felicità. È offerta di puro dono. Questa offerta, accompagnata dalla preghiera è la missione più grande: il proprio dolore diventa condivisione d’amore che si riversa sull’anima dell’altro come rugiada di benedizione.

Nino non si è appartenuto, si è annullato nel crogiuolo della croce a tal punto da diventare strumento di salvezza nelle mani di Dio. Ha vissuto la sua giornata terrena immerso nella preghiera e, nel silenzio della sua anima, ha portato, sul Tabor luminoso della sua vita, tutti coloro che incontrava. La preghiera per Nino era tutto: nonostante le sue sofferenze, come luce che risplende e arde, ha saputo contagiare gli altri del senso della vera preghiera.

 «Il Signore ti ha scelto per portare a Lui tante anime»: il mistero della scelta e della missione

 La nostra missione è portare l’amore di Dio nel cuore dell’intera famiglia umana. Questo cammino ha lo scopo di permettere alla Chiesa di testimoniare il Vangelo soprattutto a coloro che vivono fuori, nelle periferie del nostro mondo. E in questa missione siamo spinti dall’Amore di Dio. Non siamo stati noi a scegliere Lui, ma è Lui che ha scelto noi: e il Signore ci invita a non aver paura, a portare abbondante e generoso frutto nella stagione della missione.

 Nino non ha mai interrotto il suo apostolato feriale. Ha compreso che nel mistero della sua sofferenza c’era il mistero di Dio che lo inviava a parlare di Lui e della Sua Bontà. Scelto da Dio per una missione d’amore, ha risposto con fedeltà e amore. Quanti giovani, adulti e famiglie incontrando Nino hanno riscoperto la fede e dato valore cristiano alle loro sofferenze. Il senso del vero apostolato si misura a partire dal dolore e dalla partecipazione alle sofferenze di Cristo.

 «Lui ti arricchisce della Sua Grazia e dei Suoi doni per amarLo»: il mistero dell’amore

 San Giovanni, nell’Epistola, esorta i credenti alla scoperta della vera identità dell’amore. «In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi». E il volto dell’amore di Dio, lo si scorge sui tratti del Verbo Divino che facendosi carne ed entrando nel mondo, ha amato tutti, senza distinzione alcuna, rivelando l’infinita Misericordia di Dio Padre. A tutti, ma in modo particolare, ai piccoli, ai poveri e agli indifesi, ha donato Se stesso, la Sua amicizia, vicinanza, prossimità e tenerezza.

Nell’esperienza spirituale di Nino cogliamo gli elementi fondanti il vero cammino di fede: la percezione della presenza di Dio nella propria vita e la risposta semplice dell’anima che si fida di Dio. Nino è stato l’uomo per gli altri e questo suo donarsi lo si comprende solamente nella forza che ebbe di mettere tutto nelle del Signore. Nelle mani di Dio.

Durante l’Ultima Cena, come si legge nel Vangelo di Giovanni, Gesù consegna ai discepoli il cuore della Buona Notizia. Li esorta a rimanere nel Suo amore e ad accogliere i Suoi comandamenti, così come Lui è stato fedele al volere del Padre ed è rimasto nel Suo amore. Gesù vuole che la gioia dei discepoli sia piena, completa e duratura.

Nino è rimasto sempre in Dio. C’è un amore in cui siamo immersi che ci precede e ci avvolge. Un amore di una intensità così profonda come quella che lega il Padre al Figlio: è di questo amore che siamo partecipi e ne possiamo godere non per i nostri meriti, ma solo se «rimaniamo» in Lui. Rimasto in Dio, Nino è divenuto apostolo di una gioia profonda e nuova sull’esempio fulgido e cristallino di San Giovanni Bosco.

 «per servirLo»: il mistero del servizio

 A poche ore, dalla Passione dolorosa, Gesù chiama i suoi discepoli amici, non servi, poiché con loro ha condiviso tutta la pienezza della Rivelazione.

Giovanni ci ricorda che rimanere e condividere l’amicizia con Gesù, significa accogliere la Sua Persona e che l’amore porta alla gioia piena e al dono totale di sé. L’amore che Dio ha per noi, quindi, deve riflettersi nella relazione con gli altri, nella nostra capacità di superare gli ostacoli, le barriere e nell’essere testimoni del Suo amore fino alla fine. «Dare la vita»!

Nino ha incarnato il Vangelo del servizio. Non ha mai avuto pretese se non l’ardire di sentirsi come i piccoli del Vangelo che obbediscono a Dio e sanno abbandonarsi tra le Sue braccia. L’amore di amicizia è sempre una relazione personale. L’amore che ci precede, in cui siamo immersi, è l’amore che anche ci segue nella vita di ogni giorno, nei gesti e negli incontri. Nino ha vissuto di questo amore e solo per amore.

«per testimoniarLo ed essere Luce per il Suo popolo»: il mistero della testimonianza

Come cristiani avvertiamo la responsabilità di essere fedeli missionari del Vangelo sia nelle nostre comunità sia dentro il cuore ferito di chi ha deciso di vivere senza Dio o è stato allontanato dalle nostre comunità. La gioia è il segno concreto del nostro incontro con Gesù: e questa gioia, gratuitamente ricevuta, va comunicata a tutti.

Nino è stato un vero testimone di Gesù. La sua è stata la pastorale giovanile del cuore e della testimonianza. Quanti giovani, ora adulti, qui presenti, ricordano campi, ritiri, momenti di preghiera in cui Nino ha partecipato con la gioia nel cuore senza dare cenni di stanchezza o fatica. Un esempio per tutti noi.

Il prossimo 15 maggio 2024 inizieremo le celebrazioni per il 180° anniversario di fondazione della nostra amata Diocesi. Noto, infatti, fu eretta come Sede Vescovile da Papa Gregorio XVI, il 15 maggio 1844.

Siamo grati al Signore Misericordioso per il dono della fede che ha accompagnato la storia di questa meravigliosa terra fin dai primi secoli di vita del Cristianesimo suscitando germogli di santità e di carità apostolica. E tra questi germogli ricorderemo anche la figura di Nino Baglieri, figlio eletto della Chiesa di Noto.

Se prendiamo sul serio il nostro essere cristiani, impegnandoci a vivere da credenti, il Vangelo può toccare il cuore delle persone che incontriamo e aprirlo a ricevere la grazia dell’Amore, a ricevere la misericordia di Dio che accoglie tutti indistintamente.

Questa è stata la lezione evangelica di Nino. Ti siamo grati per il tuo evangelico insegnamento, perché nella tua vita scorgiamo il passaggio della grazia di Dio che continua a parlarci di santità. In punta di piedi.