Carissimi fratelli e sorelle
Questa è la dimora di Maria, la Sua Casa che è spazio di vita per tutti. In pellegrinaggio siamo giunti fin qui, luogo di ascolto, preghiera e contemplazione della vita semplice di Maria, la piccola donna di Nazareth che ci parla ancora del Figlio Suo e a Lui conduce i nostri trepidanti passi.
Ci uniamo oggi alla lunga preghiera che nel corso dei secoli si è elevata al Cielo di Dio da questa terra, facciamo nostre le intenzioni dei fratelli ammalati nel corpo e nello spirito, ci uniamo alle voci dei pellegrini provenienti da ogni luogo, condividiamo la vita dei nostri seminaristi e la preghiera della Comunità delle “Beatitudini” che da anni si prende cura del Santuario promuovendo incontri di preghiera e ritiri spirituali.
Questo è un appuntamento che, dal lontano 31 maggio 1981, si rinnova annualmente e che vede tutte le comunità parrocchiali della Diocesi riunite in preghiera ai piedi della Vergine Maria, Colei che ci ha donato il Signore nella sua vera carne e che ci permette di incamminarci verso il Cielo.
Vogliamo ringraziare il Signore per tutto quello che ci ha donato in questo tempo così difficile e attraversato da sofferenze e tragedie planetarie. In comunione con Papa Leone XIV, la nostra unanime preghiera per la pace nel mondo, nelle nostre città, nelle nostre famiglie e nei nostri cuori raggiunga, per la materna intercessione di Maria, il Cuore di Dio.
Avvertiamo il bisogno di ritrovare il senso della nostra fede, del nostro impegno a costruire comunità che si rispecchino veramente negli insegnamenti del Vangelo che purtroppo oggi non sempre animano e sostengono la vita dei cristiani. C’è, infatti, chi dice di stare con la mente e il cuore dalla parte di Cristo ma con le menzogne continua a lacerare il volto della Chiesa.
Noi, invece, crediamo nelle comunità fatte di persone, di cuori che battono all’unisono per lo stesso Ideale, quello che non muore mai: Cristo Gesù. Questa è la missione lasciataci dal Divin Maestro. Discepoli di Cristo, via verità e vita, annunciamolo risorto e vivente, Signore del mondo e della storia. Chiamati ad essere «sale della terra e luce del mondo», camminiamo insieme senza tentennamenti custodendo l’amore per la verità e la giustizia.
Alla Vergine Maria, Scala del Paradiso, affidiamo il Piano Pastorale Diocesano per gli anni 2025-2031. Frutto di un laborioso e faticoso lavoro, intenso ascolto e vero discernimento da parte dell’intera Diocesi, possano gli Orientamenti Diocesani scandire i tempi di un cammino pastorale che porti a riscoprire la bellezza del credere e la riscoperta della vocazione di tutti alla santità.
La Chiesa è cenacolo, comunione, voce profetica che deve scuotere le coscienze appesantite da un credo superficiale e poco evangelico, la Chiesa è strada, balsamo e unguento per i tanti feriti della storia…e per chi attende uno sguardo di compassione e vera amicizia. La Chiesa è Corpo mistico di Cristo, è vita di grazia, è comunione dei santi, la Chiesa è popolo in cammino verso la Gerusalemme Celeste. La Chiesa la vedi, la senti, te ne innamori e non puoi farne a meno perché è Cristo in mezzo a noi.
Prendi il largo. Per una missione in rete! Nel corso di questo anno pastorale che volge al termine ci siamo soffermati sui primi versetti del quinto capitolo del Vangelo di Luca. «La folla gli faceva ressa intorno per ascoltare la parola di Dio» (Lc 5,2). Così scrivevo nella citata Lettera Pastorale a proposito del nostro legame con la Parola del Signore da accogliere e vivere: «Gente comune ai piedi del Maestro, provata nel corpo e nello spirito, segnata dai dolori e dalle tribolazioni. Desiderosi di ricevere un miracolo o sentire almeno una parola diversa dalle altre con dentro il potere di cambiare e trasformare radicalmente la vita. La folla presente sulla riva del lago ascolta quella parola di Gesù perché in quella Parola è Dio che parla e si manifesta. Ascoltare Gesù per riconoscere la presenza di Dio nella storia quotidiana del mondo. Parola creatrice e generatrice di fede. Questa è la nostra missione» (Prendi il largo. Per una missione in rete, Lettera Pastorale 2025-2027, pp. 19-20).
In attesa della mia Prima Visita Pastorale alla Chiesa di Noto, vogliamo durante l’anno pastorale 2026-2027, soffermarci sulla seconda parte della pericope lucana: «pescatori di uomini» (Lc 5, 10). Sempre nella Lettera Pastorale scrivevo sulla necessità di vivere la stagione della missione: «La Chiesa universale è chiamata a pensare e a dare vita ad un nuovo stile di evangelizzazione che inizi a toccare efficacemente il credente indebolito. Una evangelizzazione che arrivi a chi è sfiduciato, indifferente o lontano dal messaggio di Cristo. Si tratta appunto di una nuova evangelizzazione […] Siamo chiamati a tirare fuori le persone dalle acque di morte, ad aiutare le persone a vivere. Questo è chiamato a fare il discepolo, a servire la vita delle persone, cosi come il suo Divin Maestro. Gesù sta facendo questo e farà sempre questo: aiutare le persone a vivere, ridare vita alle persone; riportare vita laddove vita non c’è» (Prendi il largo. Per una missione in rete, Lettera Pastorale 2025-2027, p. 51).
È arrivato nuovamente il tempo di una missione che prenda avvio dallo stare ai piedi del Cristo, Buon Pastore, il tempo di nutrirci, come Maria, della Sua Parola e fare del Vangelo la bussola della nostra esistenza terrena. Invito, pertanto, i sacerdoti, i religiosi e le comunità cristiane di iniziare a pensare, all’interno delle comunità cristiane, a missionari veri, anime di Dio che non si vergognino di annunciare la Parola e la Misericordia di Dio nei nostri ambienti, tra le nostre case con la parola e con l’esempio. Uomini e donne che parlino al cuore di chi aspetta di consegnare la propria vita a Dio e al Suo Amore.
Così scrive Papa Leone XIV nella sua prima Lettera Enciclica Magnifica humanitas: «Facendosi uomo, il Figlio di Dio entra nella nostra storia e nella nostra carne, portandovi l’amore che lo unisce al Padre e allo Spirito Santo. In Lui “trova vera luce il mistero dell’uomo”, perché la sua umanità è pienamente libera, aperta agli altri, capace di costruire relazioni solidali e belle, consegnata al dono totale di sé. Chi crede in Lui è coinvolto nella grande opera di rinnovamento inaugurata dal mistero della sua passione, morte e risurrezione, e coopera all’edificazione del Regno di Dio, imparando ad accogliere ogni donna e uomo come sorella e fratello, figli di un solo Padre.
[…] Costitutivamente fatta per la relazione, ogni persona è pensata e voluta da Dio per entrare in una storia di comunione con Lui, con gli altri e con il creato. La sua dignità non dipende dalle capacità che possiede, dalle ricchezze o dal ruolo che ricopre, dalle scelte giuste o sbagliate che compie, ma è un dono che la precede e la eccede, posto da Dio come espressione del suo amore che non viene mai meno. Per questo, la persona umana rimane sempre «la via della Chiesa» e il cuore di ogni autentico cammino di sviluppo umano integrale». (Leone XIV, Magnifica humanitas. Lettera Enciclica, nn. 49.50)
Stare dentro la storia, carissimi fratelli e sorelle, significa portare nel mondo i sentimenti di Cristo Gesù, lavorare per costruire relazioni sincere, fraterne, senza falsità. La Chiesa continua, nello snodarsi del tempo e tenendo fisso lo sguardo su Gesù Cristo, «Redemptor hominis», ad annunciare la persona umana come «via della Chiesa» da praticare e percorrere perché riceva luce, carità, giustizia e misericordia. Ogni comunità, per vocazione propria, deve risplendere della luce di Dio accogliendo le parole che vengono dal Cielo.
«Abbiamo il coraggio dell’essenziale! Il coraggio di comunità più libere di annunciare Cristo. Il coraggio di una catechesi che sia cammino di iniziazione e formazione permanente alla vita cristiana. Il coraggio di parrocchie accoglienti e missionarie, in cui le famiglie si ritrovano e si rinnovano con la linfa del Vangelo. Il coraggio di organismi di partecipazione vivi. Il coraggio di ascoltare i giovani senza addomesticarne le domande. Il coraggio di lasciarci evangelizzare dai poveri. Un popolo viene generato da madri e padri nella fede, da comunità che sanno dire, con la vita prima ancora che con le parole: “Abbiamo trovato il Messia”» (Gv 1,41). (Leone Discorso ai vescovi italiani riuniti in occasione della 82 Assemblea generale, 28 maggio 2026)
Maria e Gabriele. Storia di un incontro. Tra il Cielo e la Terra. Tra la potenza di Dio e l’umiltà della fanciulla di Nazareth. Dio è in mezzo a noi. Adesso la nostra è vera storia e tutto si rivolge a Lui, il Dio con noi. Irrompe nel tempo e nelle dolenti fragilità degli uomini e la tenda ha adagiato di consolante e misericordiosa presenza.
«Rallegrati Maria, perché hai trovato il favore di Dio (Lc 1,28). Alleanza d’amore per tutti noi. Dio è fedele alle sue promesse. Maria crede e canta, esulta ed ama. Nella casa di Maria c’è posto per tutti: per gli uomini di buona volontà e per gli smarriti di cuore. Il cuore della Madre accoglie sempre ed è un sicuro rifugio per tutti noi.
Una dimora aperta quella della Vergine, senza confini, senza limiti, dove si lavora e si vive nella pace e nell’amore.
Tutti in quella Casa troviamo un angolo dove poter contemplare l’Amore di Dio presente nella vita degli uomini. Tutti in quella Casa scorgiamo i segni della carità. Troviamo la sorgente della vocazione all’Amore.
Benedetta casa di Maria, casa degli uomini! La nostra Casa!
O Vergine Maria,
Scala del Paradiso
nella tua casa vengo a chiedere
ausilio e protezione
sul mio ministero di Pastore
e sul gregge affidato alla mia cura.
O Madre dolcissima,
Regina della Casa di Nazareth,
testimone di vita umile,
dona a tutti noi figli tuoi
docilità e vera amabilità.
Fa che non venga meno
in questa terra la cura per chi soffre,
l’annuncio del Vangelo
per chi desidera una parola di speranza
e il profumo del pane spezzato
per chi non sente più
il gusto della fraternità.
O Beata Vergine Maria,
tu che vegli sulle nostre città
aiutaci a levare in alto lo sguardo,
a custodire nel cuore la gioia e la speranza,
a coltivare la fede che abbiamo ricevuto
dai nostri amati genitori
e, così, annunciare a tutti
l’amore del tuo Figlio Gesù.
E così sia!
