Carissimi fratelli e sorelle, carissime autorità civili e militari, carissimo Padre Ignazio, Vicario Generale, carissimo Don Giuseppe D’Souza, salesiano di Calcutta fondatore dell’istituto di Vita Consacrata «I Discepoli» qui presente in cattedrale in occasione degli Esercizi Spirituali annuali. Grazie per la vostra presenza e per il prezioso servizio che svolgete da molti anni nella nostra diocesi con dedizione, passione e amore alla Chiesa.
Amati confratelli sacerdoti, diaconi, religiosi e religiose, seminaristi e comunità educativa del Seminario, confrati, portatoti di San Corrado e dei Cilii, bambini di Noto che oggi vi siete accostati per la prima volta al Corpo di Cristo, carissimi fratelli e sorelle della Corale della Cattedrale “Don Lorenzo Perosi”, carissimi cavalieri dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, a chi ci segue via social…bentrovati!
Questo è il giorno in cui, mirabilmente e con cuore filiale, adoriamo il Mistero Eucaristico: è la solennità del Corpus Domini. È il giorno in cui, attorno ad un unico Pane, viviamo il mistero dell’unità della Chiesa che cresce come corpo «radunato nell’unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo» (San Cipriano, Trattato sul Padre Nostro)
«Chiesa Santa, glorifica il tuo Signore» (Sal 147, 12). Questa esortazione, che risuona nell’odierna liturgia, risponde, quasi come una eco lontana, all’invito che il salmista ha rivolto a Gerusalemme. «Glorifica il Signore, Gerusalemme, loda, Sion, il tuo Dio. Perché ha rinforzato le sbarre alle tue porte, in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli» (Sal 147, 12-13).
Oggi vogliamo adorare e glorificare con un atto pubblico e solenne il «frutto della terra e del nostro lavoro», il Pane e il Vino, divenuti per la potenza dello Spirito Santo, Corpo e Sangue di Gesù Cristo.
Il Santissimo Sacrificio che ora celebriamo e la processione eucaristica che poi attraverserà alcune vie della nostra città hanno come scopo quello di glorificare il Grande Mistero mediante il quale la Chiesa partecipa al Corpo e al Sangue di Gesù Cristo.
Il brano del Vangelo di questa domenica è tratto dalla predicazione che Gesù fece nella sinagoga di Cafarnao, è un testo fondamentale per comprendere la via dell’umiltà di Dio, il Suo chinarsi profondamente sulle nostre miserie e ferite.
Tutti accorrono perché hanno visto dei segni e si sono saziati. Hanno mangiato in abbondanza. Tutti presenti perché hanno visto nel Maestro Colui che poteva sostenerli lungo la strada e dare un senso alla loro vita.
«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo» (Gv 6,51).
Se riuscissimo a comprendere, ancora oggi e come hanno fatto nei secoli i santi e i nostri padri nella fede, se riuscissimo a percepire la grandezza del mistero di Cristo che dona la vita, il Suo farsi strumento di carità, di grazia e riconciliazione…molte cose cambierebbero attorno a noi e nella nostra vita. La Chiesa tornerebbe a ritrovare il centro, ciò che conta veramente, le coscienze degli uomini sarebbero illuminate e guidate da quei valori intramontabili che purtroppo oggi scarseggiano.
Lui vive, Lui è il Risorto, sta con noi e cammina con noi. L’«Io sono» evangelico ci dice che il Cristo è tutto. È la vita, la nostra vita da sempre. E Lui, il Vivente, «segno di contraddizione», ci giudicherà nell’ora estrema. «Non vi meravigliate di questo, poiché verrà l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e ne usciranno: quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna» (Gv 5, 28-29).
«Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me» (Gv 6, 56-57).
Questa è la vita della Chiesa. Essa si svolge sempre nel nascondimento del Mistero Eucaristico. Lo indica la lampada che arde giorno e notte davanti al Tabernacolo di tutte le Chiese del mondo. E questa vita si svolge anche nel nascondimento delle anime sante, nell’intimo tabernacolo spirituale dei discepoli del Signore. Vivere per Lui e di Lui: questa è la vita cristiana, la vita del vero discepolo del Signore. Lui dimora in noi e noi in Lui: non siamo estranei né ospiti passeggeri, siamo Sua proprietà, apparteniamo al Suo Cuore. Tutti siamo dentro il Suo amabilissimo Cuore.
«Il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo» (Gv 6, 51).
Bisogna dunque che il mondo lo sappia. Bisogna che il mondo accolga in questo giorno solenne il messaggio eucaristico: Dio in un pezzo di pane. Vogliamo camminare, proclamare, cantare, lodare e testimoniare. Saremo discepoli del Signore, se fedeli al Suo insegnamento, riusciremo a scrivere il Vangelo con la nostra vita: o che sia il Vangelo della gioia o che si tratti del Vangelo della Croce!
A questo mondo che passa e scivola via in maniera inesorabile, a questo mondo che non sa trovare la via della pace e della speranza, a tutti coloro che hanno il cuore attraversato dalle tenebre, a questa città che anch’essa passa, desideriamo annunciare la vita eterna il cui inizio e segno evangelico è la risurrezione di Cristo e la vita eterna che accogliamo come Eucaristia: il sacramento di vita eterna.
Nutrendoci di Cristo, viene donata a tutti «la vita eterna», una vita diversa da quella naturale, la vita dei risorti.
Lui si offre a noi! E Dio si rallegra anche della pochezza del nostro amore. Ci riempie della Sua Grazia, rende la vita più bella: diventiamo così capaci, con Lui, di sognare le cose più grandi per le nostre comunità, per la nostra vita e per il nostro futuro!
Il Verbo di Dio si è fatto uomo affinché lo cercassimo con animo sincero. Dio ha voluto condividere la nostra umanità, la nostra stessa carne, perché noi potessimo realmente conoscere «l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità del Suo amore che sorpassa ogni conoscenza» (Ef 3,18).
Perché noi potessimo partecipare alla vita di Dio – «diventare Dio», come si esprimevano gli antichi padri della chiesa d’oriente – era necessario che Dio diventasse uomo e che carne e carne, corpo e corpo si incontrassero realmente. Entrando in noi, la carne e il sangue di Cristo ci trasformano producendo ciò che a noi è impossibile: diventare figli Suoi nel Figlio.
In questa festa del Corpus Domini apriamoci al Cuore mitissimo e dolcissimo di Cristo. Colui che è nato a Betlemme, casa del pane e che fu deposto in una mangiatoia, Colui che nel sacrificio sulla croce si è reso memoria per tutti noi in ogni Santa Eucarestia, oggi è qui con noi: e per questo lo serviamo, per gratitudine, immensa gratitudine! 5
In questi anni si stanno moltiplicando nella nostra Diocesi le Cappelle dell’Adorazione Perpetua. Prossimamente ne nascerà una nel cuore della città di Noto. La città ha bisogno di riscoprire il valore della preghiera e del silenzio! La città ha bisogno di riscoprire la presenza del sacro e di una fede autentica nel Signore e nell’uomo! La città ha bisogno di ritrovarsi attorno ai grandi valori e coltivare il senso dello spirito comunitario. Ha bisogno di dedicare più tempo, risorse ed energie umane a favore dei ragazzi e delle nuove generazioni!
Desidero, come auspicato nel nuovo Piano Pastorale, che nascano anime devote che dedichino il loro tempo all’Adorazione Eucaristica.
«Le Lampade viventi sono coloro che vogliono rendere un culto perenne di adorazione al Santissimo impegnandosi perché almeno durante le ore del giorno, sempre il Signore Gesù presente nell’Eucarestia veda intorno a Sé degli Adoratori che Gli presentino le loro suppliche, e preghiere in nome proprio e di tutto il popolo cristiano.
Rifiorisca l’Opera Diocesana delle Vocazioni Sacerdotali. Il 19 marzo 1935 Mons. Giuseppe Vizzini inaugurò l’Opera Diocesana Vocazioni Sacerdotali, da lui fondata con decreto del 19 febbraio e approvata dalla Sacra Congregazione dei Seminari il 1° marzo dello stesso anno. Nella vita della nostra Diocesi l’Opera delle Vocazioni Sacerdotali ha svolto un fecondo apostolato sia per sostenere economicamente le vocazioni sia per suscitare uno spirito di preghiera a favore delle medesime vocazioni. Nelle parrocchie, tramite le delegate zelatrici, si organizzino incontri di preghiera per chiedere al Signore il dono delle vocazioni sacerdotali. Le zelatrici siano accompagnate spiritualmente dai sacerdoti della parrocchia di appartenenza e dai formatori del Seminario Vescovile» (Diocesi di Noto, Comunione, partecipazione e missione per una Chiesa che lungo le strade racconta il Vangelo della misericordia, Piano Pastorale Diocesano 2025-2031, p.76).
C’è un pane che ogni giorno alimenta la vita di tante famiglie e che dalle mense ristora da ogni fatica. Ringraziamo il Signore per il pane quotidiano frutto del lavoro faticoso di tanti uomini e donne che con 6
sacrificio, sudore e dignità sostengono le loro case, il presente e il futuro dei loro figli.
Ci sono mense, città e nazioni dove il pane scarseggia, ci sono bambini che ogni giorno letteralmente muoiono di fame nel mondo, pane che è stato sostituito dalle armi e da logiche distruttive e disumane. Per tutti chiediamo rispetto, lavoro, attenzioni e politiche che mettano al centro il bene della persona umana.
C’è un pane che ogni giorno, su tutti gli altari del mondo, aspetta che qualcuno lo spezzi per essere offerto agli altri…
C’è un pane che ogni giorno, su tutti gli altari del mondo, aspetta che qualcuno possa gustarlo e crescere nella fede e nell’amore…
C’è un pane che ogni giorno, su tutti gli altari del mondo, aspetta che qualcuno viva la propria vita fedele alla legge del Vangelo e della propria coscienza faccia il santuario del bene o non del male…
Infine voglio esprimere al Signore, nella Solennità del Corpus Domini, la mia personale gratitudine ai sacerdoti della nostra Chiesa netina. A quanti hanno consacrato la loro vita a Dio e si spendono per il bene delle comunità nel silenzio della preghiera e del loro operato senza clamore e rumore. Indegnamente ogni giorno saliamo i gradini dell’altare portando le nostre e le fragilità altrui bussando al cuore Misericordioso di Dio. Questa è la Chiesa di Cristo!
Voglio esprimere la mia gratitudine al Signore per la testimonianza orante delle consacrate, dei religiosi e delle religiose…grati per la vostra presenza e il vostro oblativo «sì» al Signore in ogni istante della vostra giornata.
Grato come Pastore di questa Chiesa ai fratelli e alle sorelle che soffrono nel corpo e nello spirito. Nella vostra sofferenza è Cristo che continua a parlare e a indicare la via della salvezza. 7
Permettetemi, carissimi fratelli e sorelle, un pensiero ai nostri seminaristi e a quei sacerdoti della Diocesi che iniziano in questi giorni, spendendosi per amore e con sacrificio e nelle forme più originali e creative, le attività estive con e per i ragazzi e giovani: grest, campi scuola, campi vocazionali… Il Signore vi ricompensi per il bene che seminate nel cuore di tanti piccoli fratelli e sorelle.
Ai ragazzi dico…sorridete sempre, nessuno osi spegnere il vostro sorriso o interrompere i vostri giochi. Nessuno! E a chi vorrà distruggere la vostra serenità fate un bel «marameo»!
Ai giovani animatori dico: portate amore sempre e non zizzania, camminate e sognate il meglio per voi e per le vostre comunità. Condividete i vostri sogni! Prossimamente vi voglio missionari del Vangelo nei luoghi dove vivete le vostre giornate! Vi sarà detto dove, come, quando!
Ci incoraggiano le parole rivolte ieri sera da Papa Leone ai giovani spagnoli radunati nella Plaza de Lima di Madrid: «Il giovane cristiano, infatti, diventa luminoso nella gioia come nella prova, dando sapore alla realtà perché la abita come una persona che trae il gusto della vita da dentro di sé, senza aspettare che glielo diano la ricchezza, il piacere o il potere. Questa è la nostra libertà, che ha la sua sorgente nella fede, capace di dare luce e buon sapore ad ogni società, ad ogni esperienza umana. Quando la vita non sa di niente, invece, è come se ci venisse tolta: non la sentiamo più nostra. Davanti al vuoto dell’indifferenza e del qualunquismo, davanti alla violenza della guerra e della menzogna, siate voi stessi scintilla di un’umanità nuova» (Leone XIV, Discorso ai giovani spagnoli, Plaza de Lima (Madrid) Sabato, 6 giugno 2026.
Io vescovo Salvatore aspetto i giovani della nostra Diocesi a Donnalucata il prossimo 13 giugno per vivere insieme la Giornata Diocesana della Gioventù. Questa la tematica: «Mi fido di te»! 8
«Mi fido di te»! Si proprio di te! Di tutti voi…che siete qui ad adorare il Mistero eucaristico!
«Mi fido…»
… dei cristiani che sentono nel cuore di essere figli di Dio!
… che si riconoscono fratelli!
… che rispettano grandemente gli altri!
… che al centro mettono il «noi» e non il proprio «io»!
… che sanno rialzarsi dai propri errori e fallimenti!
… che aprono il cuore alla Parola del Signore!
… che amano la Chiesa e le sono obbedienti!
… che vivono il loro sacerdozio con passione!
… che sanno attendere i profughi, come i volontari della Caritas nel
porto di Pozzallo, a tutte le ore del giorno e della notte!
… che decidono di vivere gli anni più belli della loro vita in Seminario
alla scoperta della loro vocazione!
… che nella loro umiltà hanno fatto grande la nostra Chiesa!
… che nella loro piccolezza hanno scritto pagine memorabili di vita
santa!
… che rispettano, con devozione filiale e fraterna, i tempi e il lavoro
quotidiano necessari per la riforma e il rinnovamento della nostra
Chiesa locale!
… che riconoscono i tanti traguardi ecclesiali raggiunti dal lavoro di
tutti!
… che distinguono il tempo di Dio dalle frenesie degli uomini!
… che rispettano le stanchezze altrui!
… che amano la verità!
… che sanno attendere!
… che hanno pazienza!
… che non mettono fretta a Dio e alla Sua Chiesa!
… che conoscono la difficile arte del costruire insieme!
… che dialogano serenamente non demolendo le idee degli altri!
… che credono nel volto di una Chiesa Madre!
… che sono parte viva di una comunità parrocchiale! 9
… che credono in uno stile sinodale!
… che nella comunione cercano le cose che uniscono
e non quelle che dividono!
… che si ritrovano in un progetto unitario di Chiesa locale!
… che accettano il nuovo Piano Pastorale come un dono fatto
dal Signore per la costruzione di comunità vive e missionarie!
… che sanno riprendere il cammino con audacia e vera profezia!
«Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori. Se il Signore non custodisce la città, invano veglia il custode» (Sl 126,1).
Mi fido di te e mi affido a te Signore perché nel mio cuore hai posto l’amore per questa Chiesa che amo più della mia vita e dei miei giorni!
Mi fido di te Signore, del Tuo amore, della Tua Misericordia e della Tua Luce che ha illuminato il cammino della Chiesa di Noto nel tentativo di andare avanti insieme con nuovo e rinnovato slancio spirituale e pastorale. Mi fido di te Signore perché, in quest’opera di riforma e di ripresa, hai sostenuto l’operato dei sacerdoti, dei laici impegnati e dei miei stretti collaboratori, sacerdoti e laici, a cui va la mia stima e il mio apprezzamento per il lavoro svolto fin qui. Con il tuo aiuto Signore arriveremo a tutto! Chiedo a tutti di saper attendere i tempi del Signore!
Sia lodato Gesù Cristo!

